Approfondimenti · 27 Agosto 2026
Benedetto Nucci, protagonista della pittura eugubina del Cinquecento
Formazione, opere e legame con Gubbio di uno dei principali interpreti della pittura umbra del Cinquecento, e lo stendardo processionale bifacciale acquistato dalla galleria nel 2021.
Benedetto Nucci (1515-1587) è stato uno dei principali interpreti della pittura eugubina del Cinquecento e una figura importante nella vita artistica di Gubbio durante la seconda metà del XVI secolo.
Nato a Gubbio, nel 1536 si trasferì a Fano per frequentare la bottega del pittore Giuliano Presutti. La sua formazione risentì di diverse influenze, dalla tradizione umbra e marchigiana agli artisti toscani e romani, fino alla cultura manierista dell’Italia centrale.
Per molti anni Nucci è stato indicato come allievo di Raffaellino del Colle. Gli studi più recenti invitano tuttavia a considerare con cautela questa attribuzione. È più corretto parlare di un artista influenzato dalla sua pittura e dal suo linguaggio elegante e manierista.
La maggior parte delle opere di Benedetto Nucci fu realizzata per chiese, confraternite e istituzioni religiose. A Gubbio sono ancora conservate alcune delle sue opere più importanti, tra cui le decorazioni dell’organo e del coro della cattedrale, l’Invenzione della Croce e la Pentecoste, oggi nella Pinacoteca Civica.

Nel febbraio 2021, in occasione dei settant’anni di attività della galleria, Antichità Marcelli ha acquistato all’asta un importante stendardo processionale bifacciale attribuito a Benedetto Nucci.
Realizzato a olio su tela, lo stendardo raffigura su un lato la Comunione degli apostoli e sull’altro la Trasfigurazione. Si tratta di un’opera di particolare interesse, non soltanto per la qualità pittorica, ma anche per il suo legame con la tradizione religiosa e artistica di Gubbio.
La presenza di questo stendardo nella collezione di Antichità Marcelli testimonia l’attenzione della galleria verso le opere legate alla storia del territorio e alla valorizzazione del patrimonio artistico eugubino.
Benedetto Nucci fu anche il padre di Virgilio Nucci, che proseguì l’attività familiare e contribuì a mantenere viva la tradizione pittorica della città.
A distanza di secoli, le sue opere continuano a raccontare la storia religiosa, artistica e civile di Gubbio, confermando il ruolo di Nucci fra i protagonisti della pittura umbra del Cinquecento.